NASCE IL CIRCOLO FDI-AN A SAVELLI (KR)
Pubblicato il 08 giugno 2017
A distanza di poco più di un mese, Fratelli d’Italia-An inaugura un nuovo circolo e stavolta nell’entroterra crotonese. I...nizia un nuovo percorso politico nell’interesse dei cittadini per Franco Greco, portavoce cittadino del circolo savellese, con la consapevolezza che solo lavorando in prima persona e con un impegno costante, si può coinvolgere la collettività e renderla partecipe di tutto ciò che la interessa. Il circolo comunale nasce dall’esigenza di creare un’alternativa politica e riconquistare la democrazia popolare con l’obiettivo di realizzare iniziative utili al paese stesso.
Siamo sicuri, sottolineano il portavoce regionale Ernesto Rapani e la portavoce provinciale Maria Adele Bottaro, che il nostro partito sarà davvero l’unica alternativa possibile alla politica adottata attualmente dalla stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali; perché per noi e per coloro che si stanno avvicinando al partito stesso, i valori umani, sociali e intrinseci al territorio sono la colonna portante e la base del nostro obiettivo.
Nel dare il benvenuto al nuovo portavoce e al suo gruppo di cittadini, Rapani e Bottaro sottolineano la necessità di essere presenti sui territori costantemente, al fine di tracciare percorsi politici duraturi e utili per cambiare davvero lo stato delle cose.
A distanza di poco più di un mese, Fratelli d’Italia-An inaugura un nuovo circolo e stavolta nell’entroterra crotonese. I...nizia un nuovo percorso politico nell’interesse dei cittadini per Franco Greco, portavoce cittadino del circolo savellese, con la consapevolezza che solo lavorando in prima persona e con un impegno costante, si può coinvolgere la collettività e renderla partecipe di tutto ciò che la interessa. Il circolo comunale nasce dall’esigenza di creare un’alternativa politica e riconquistare la democrazia popolare con l’obiettivo di realizzare iniziative utili al paese stesso.
Siamo sicuri, sottolineano il portavoce regionale Ernesto Rapani e la portavoce provinciale Maria Adele Bottaro, che il nostro partito sarà davvero l’unica alternativa possibile alla politica adottata attualmente dalla stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali; perché per noi e per coloro che si stanno avvicinando al partito stesso, i valori umani, sociali e intrinseci al territorio sono la colonna portante e la base del nostro obiettivo.
Nel dare il benvenuto al nuovo portavoce e al suo gruppo di cittadini, Rapani e Bottaro sottolineano la necessità di essere presenti sui territori costantemente, al fine di tracciare percorsi politici duraturi e utili per cambiare davvero lo stato delle cose.
Nasce il circolo FDI-AN a Roccabernarda intitolato a Pinuccio Tatarella
Pubblicato il 20 aprile 2017
In un momento storico particolare, in cui la fanno da padrone movimenti senza né arte, né parte e l’antipolitica, il partito di Giorgia Meloni continua la sua ascesa. Sempre di più sono i nostalgici e i giovani militanti che desiderano fare politica in prima persona, tra la gente e al servizio della gente stessa. Crotone e provincia, terra di sinistra e di movimenti personalizzati, è anche terra fertile per chi come il Maresciallo Francesco Coco, già sindaco di Roccabernarda e uomo dai sani principi politici della destra più pura, ritorna a militare, quale portavoce cittadino del circolo e a dare il suo disinteressato contributo, per la sua comunità e allo stesso partito che certamente rappresenterà nel principio della legalità e della correttezza, punti cardini per chi ancora oggi si rimbocca le maniche e lavora, senza pretese, senza avere nulla in cambio, se non la soddisfazione di vedere un giovane partito crescere e, perché no, vincere.
Soddisfazione e un benvenuto al nuovo gruppo lo esprimono il portavoce regionale Ernesto Rapani e Il portavoce provinciale Maria Adele Bottaro. Nel nome di una tradizione politica e in vista della tornata elettorale amministrativa prossima, che vede nella provincia crotonese, Roccabernarda interessata al rinnovo del consiglio comunale e del sindaco, ci si augura un buon lavoro, e un un impegno costante e proficuo.
Maria Adele Bottaro (FdI-AN) aderisce alla sottoscrizione per la SS 106
Pubblicato il 23 gennaio 2017
Maria Adele Bottaro, portavoce provinciale Fratelli d’Italia–An di Crotone, comunica l’adesione alla sottoscrizione perché «la Calabria sempre più figliastra dello Stato e sempre più abbandonata dai propri rappresentanti nazionali politici sta vivendo un periodo di regressione socio-economica che ci riporta indietro nei decenni. Per questo motivo è importante che i cittadini si mobilitino e diano voce ad una terra abbandonata. Le infrastrutture ataviche e i servizi di trasporto decimati, sono il segnale di quanto poco è stato fatto e di quanto poco si farà, vista anche la misera programmazione.
La fascia jonica crotonese è servita da una SS106 che si allaga ad ogni temporale, che crea code infinite nei periodi estivi, che allunga i tempi di percorrenza, che oramai è un cimitero itinerante (visti i tanti mazzi di fiori e le lapidi a ricordare le vittime che negli anni ci sono state).
Per questo motivo ho aderito alla petizione lanciata dall’associazione “basta vittime sulla SS 106”, indirizzata al presidente Mattarella.
Non siamo cittadini di serie B e, come tutti gli altri partecipiamo alla crescita economica, politica e culturale dell’Italia; paghiamo le tasse e non godiamo dei servizi. Urliamo il nostro bisogno di essere trattati alla pari.
I diritti e i doveri camminano di pari passo. Non disperdiamo la nostra sinergia. Insieme possiamo…firmiamo»
Maria Adele Bottaro, portavoce provinciale Fratelli d’Italia–An di Crotone, comunica l’adesione alla sottoscrizione perché «la Calabria sempre più figliastra dello Stato e sempre più abbandonata dai propri rappresentanti nazionali politici sta vivendo un periodo di regressione socio-economica che ci riporta indietro nei decenni. Per questo motivo è importante che i cittadini si mobilitino e diano voce ad una terra abbandonata. Le infrastrutture ataviche e i servizi di trasporto decimati, sono il segnale di quanto poco è stato fatto e di quanto poco si farà, vista anche la misera programmazione.
La fascia jonica crotonese è servita da una SS106 che si allaga ad ogni temporale, che crea code infinite nei periodi estivi, che allunga i tempi di percorrenza, che oramai è un cimitero itinerante (visti i tanti mazzi di fiori e le lapidi a ricordare le vittime che negli anni ci sono state).
Per questo motivo ho aderito alla petizione lanciata dall’associazione “basta vittime sulla SS 106”, indirizzata al presidente Mattarella.
Non siamo cittadini di serie B e, come tutti gli altri partecipiamo alla crescita economica, politica e culturale dell’Italia; paghiamo le tasse e non godiamo dei servizi. Urliamo il nostro bisogno di essere trattati alla pari.
I diritti e i doveri camminano di pari passo. Non disperdiamo la nostra sinergia. Insieme possiamo…firmiamo»
Maria Adele Bottaro (FdI-An): Basta con le passerelle e con le manifestazioni per ricordare il 25 novembre
Pubblicato il 25 novembre 2016
Basta con le passerelle e con le manifestazioni per ricordare il 25 novembre; dopo l’ennesimo omicidio, dopo che un’altra moglie, un’altra mamma è stata strangolata a Seveso dal marito davanti ai propri figli, urliamo BASTA!
Il mio, è un appello a chi governa, a chi amministra: abbiate il coraggio di scendere tra la gente comune e toccare con mano il disagio sociale. Non si può rimanere inermi davanti alle oltre 100 vittime di violenza coniugale, seppellite nel 2016; un dato in continua crescita. Non si possono lasciare nell’abbandono e nella sofferenza tanti figli, rimasti orfani, privati dell’affetto più caro e affidati ai nonni, ai servizi sociali, o,parcheggiati in case famiglia.
BASTA con le conferenze, con i dibattiti sterili, urge una presa di coscienza seria. E’ necessario che si inizi a lavorare nelle scuole, che si investi nell’assistenza alle famiglie, affiancandole con personale qualificato nei percorsi di rinascita valoriale ed umana. L’Italia deve recuperare un gap enorme, rispetto alle altre nazioni; le piaghe sociali si ripercuotono negativamente nella crescita di un paese, in tutti gli ambiti. Perchè si fa finta di non capire?…
C’è bisogno di centri di ascolto, di centri di accoglienza per le vittime di violenza gestiti da team di professionisti seri; che sappiano ascoltare, intervenire, aiutare, risolvere il problema. Quante donne vivono nel terrore, accanto al mostro e sono incapaci di ribellarsi o non sanno a chi rivolgersi. Quante ne dovranno morire ancora?
Gli slogan, alla luce di quanto leggiamo, non servono più, e, la cosa che mi fa più male è il silenzio, le istituzioni assenti, le vane promesse.
Sino a quando non c’è certezza della pena, piani di prevenzione efficienti, percorsi comuni tra famiglia e scuola, saremo costretti ad assistere al massacro tra le mura domestiche, con effetti devastanti nella crescita dei figli, spettatori inermi.
Una politica becera, poco attenta, incline all’inciucio e al servizio dei potenti, sarà sempre distante dai cittadini, dal tessuto sociale che pulsa in maniera violenta.
Cerchiamo di essere brave educatrici, rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo: la donna è il creato, affiancate dagli uomini, degni di essere definiti tali, lavoriamo per ridarci dignità.
Maria Adele Bottaro
Portavoce provinciale FDI-An
Basta con le passerelle e con le manifestazioni per ricordare il 25 novembre; dopo l’ennesimo omicidio, dopo che un’altra moglie, un’altra mamma è stata strangolata a Seveso dal marito davanti ai propri figli, urliamo BASTA!
Il mio, è un appello a chi governa, a chi amministra: abbiate il coraggio di scendere tra la gente comune e toccare con mano il disagio sociale. Non si può rimanere inermi davanti alle oltre 100 vittime di violenza coniugale, seppellite nel 2016; un dato in continua crescita. Non si possono lasciare nell’abbandono e nella sofferenza tanti figli, rimasti orfani, privati dell’affetto più caro e affidati ai nonni, ai servizi sociali, o,parcheggiati in case famiglia.
BASTA con le conferenze, con i dibattiti sterili, urge una presa di coscienza seria. E’ necessario che si inizi a lavorare nelle scuole, che si investi nell’assistenza alle famiglie, affiancandole con personale qualificato nei percorsi di rinascita valoriale ed umana. L’Italia deve recuperare un gap enorme, rispetto alle altre nazioni; le piaghe sociali si ripercuotono negativamente nella crescita di un paese, in tutti gli ambiti. Perchè si fa finta di non capire?…
C’è bisogno di centri di ascolto, di centri di accoglienza per le vittime di violenza gestiti da team di professionisti seri; che sappiano ascoltare, intervenire, aiutare, risolvere il problema. Quante donne vivono nel terrore, accanto al mostro e sono incapaci di ribellarsi o non sanno a chi rivolgersi. Quante ne dovranno morire ancora?
Gli slogan, alla luce di quanto leggiamo, non servono più, e, la cosa che mi fa più male è il silenzio, le istituzioni assenti, le vane promesse.
Sino a quando non c’è certezza della pena, piani di prevenzione efficienti, percorsi comuni tra famiglia e scuola, saremo costretti ad assistere al massacro tra le mura domestiche, con effetti devastanti nella crescita dei figli, spettatori inermi.
Una politica becera, poco attenta, incline all’inciucio e al servizio dei potenti, sarà sempre distante dai cittadini, dal tessuto sociale che pulsa in maniera violenta.
Cerchiamo di essere brave educatrici, rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo: la donna è il creato, affiancate dagli uomini, degni di essere definiti tali, lavoriamo per ridarci dignità.
Maria Adele Bottaro
Portavoce provinciale FDI-An
Maria Adele Bottaro (FdI-An): I diritti negati dei bambini
Pubblicato il 20 novembre 2016
L’istituzione di giornate tematiche nasce dall’esigenza di voler sensibilizzare le coscienze, per sottoporre all’attenzione delle istituzioni le problematiche sociali ed economiche che gravano su una comunità piccola o grande che sia.
Il 20 novembre è la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, tema scottante che riguarda indistintamente tutti. Minori seviziati, violentati,sfruttati, abbandonati a se stessi, obiettivi di guerra, messi in prima fila in nome di un Dio che non accetterebbe mai un genocidio immane.
Bambini senza diritti, che portano sulle spalle il peso di una famiglia assente, che imparano presto il senso del dovere, del sacrificio, dell’impegno lavorativo, a cui non corrisponde la giusta ricompensa. Bambini che non sorridono, che non sanno cosa vuol dire ricevere un regalo; bambini a cui hanno negato il diritto di giocare e a cui hanno affidato il compito di far aumentare la produttività economica di un paese. Bambine spose, lacerate nel corpo e nel cuore; bambine sottoposte all’infibulazione, violentate oltre che nel fisico, nella mente. Sofferenze umane alle quali non possono opporsi, perché altri hanno deciso per loro, negando l’infanzia, la spensieratezza, i sogni, il futuro.
Leggendo i dati si rimane senza parole, perché nel 2016 non è accettabile che da un lato,nei paesi poveri, i bimbi muoiono di fame,di malattia, di sofferenza, e dall’altro,nei paesi civilizzati sono soggetti a maltrattamenti, ad abusi di ogni genere.
Pagano il prezzo più alto nelle separazioni dei genitori, diventando oggetto di ricatto tra le parti nelle aule dei tribunali;e se affetti da disabilità non hanno neanche riconosciuti i diritti allo studio, alla salute.
Questa non è una personale riflessione, ma la triste realtà in cui viviamo. Non si può rimanere a guardare, non si può voltare le spalle a tanta violenza, agli abusi, alle sevizie.
I bimbi sono un dono di Dio, sono gli adulti del domani, sono la parte migliore dell’umanità :la loro ingenuità, le loro speranze, non possono finire ancor prima di nascere.
Abbiamo delle grandi responsabilità noi adulti. Il maltrattamento minorile è una piaga della quale una società civile deve vergognarsi, è il risultato di decenni di involuzione, di regresso culturale. Dimostra l’incapacità delle istituzioni ad affrontare il problema e a limitarlo nei tempi e nei casi.Se all’incapacità del singolo, aggiungiamo la mancanza di fondi o, gli importi esigui destinati nella fase programmatica, il quadro è chiaro.
Ogni settore ha la sua importanza, l’aspetto sociale di uno Paese è l’istantanea da cui cogli subito il proprio stato di civiltà. Onore e merito alle associazioni che tra tanti problemi riescono ad operare e ad essere presenti; a quegli amministratori che investono nel patrimonio umano, andando contro, a volte, anche delle logiche politiche e partitiche; a quei governi che riescono a cogliere il malessere dei loro popoli e investono per dare un presente migliore alle generazioni in erba che domani avranno il mondo nelle mani.
I bambini hanno il diritto di giocare, di ridere, di ricevere coccole, amore e insegnamenti sani. Loro non sanno, ma si aprono al mondo; la loro sincerità li porta a fidarsi, a cercare negli occhi degli altri la verità, un credo. Non ti chiedono di venire al mondo, ma nel momento in cui nascono devono godere di una famiglia, di una casa, di diritti inalienabili. Questo mondo, purtroppo, ci sta dimostrando il contrario, frutto del fallimento politico, sociale ed economico mondiale.
Maria Adele Bottaro
Portavoce provinciale FDI-An
L’istituzione di giornate tematiche nasce dall’esigenza di voler sensibilizzare le coscienze, per sottoporre all’attenzione delle istituzioni le problematiche sociali ed economiche che gravano su una comunità piccola o grande che sia.
Il 20 novembre è la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, tema scottante che riguarda indistintamente tutti. Minori seviziati, violentati,sfruttati, abbandonati a se stessi, obiettivi di guerra, messi in prima fila in nome di un Dio che non accetterebbe mai un genocidio immane.
Bambini senza diritti, che portano sulle spalle il peso di una famiglia assente, che imparano presto il senso del dovere, del sacrificio, dell’impegno lavorativo, a cui non corrisponde la giusta ricompensa. Bambini che non sorridono, che non sanno cosa vuol dire ricevere un regalo; bambini a cui hanno negato il diritto di giocare e a cui hanno affidato il compito di far aumentare la produttività economica di un paese. Bambine spose, lacerate nel corpo e nel cuore; bambine sottoposte all’infibulazione, violentate oltre che nel fisico, nella mente. Sofferenze umane alle quali non possono opporsi, perché altri hanno deciso per loro, negando l’infanzia, la spensieratezza, i sogni, il futuro.
Leggendo i dati si rimane senza parole, perché nel 2016 non è accettabile che da un lato,nei paesi poveri, i bimbi muoiono di fame,di malattia, di sofferenza, e dall’altro,nei paesi civilizzati sono soggetti a maltrattamenti, ad abusi di ogni genere.
Pagano il prezzo più alto nelle separazioni dei genitori, diventando oggetto di ricatto tra le parti nelle aule dei tribunali;e se affetti da disabilità non hanno neanche riconosciuti i diritti allo studio, alla salute.
Questa non è una personale riflessione, ma la triste realtà in cui viviamo. Non si può rimanere a guardare, non si può voltare le spalle a tanta violenza, agli abusi, alle sevizie.
I bimbi sono un dono di Dio, sono gli adulti del domani, sono la parte migliore dell’umanità :la loro ingenuità, le loro speranze, non possono finire ancor prima di nascere.
Abbiamo delle grandi responsabilità noi adulti. Il maltrattamento minorile è una piaga della quale una società civile deve vergognarsi, è il risultato di decenni di involuzione, di regresso culturale. Dimostra l’incapacità delle istituzioni ad affrontare il problema e a limitarlo nei tempi e nei casi.Se all’incapacità del singolo, aggiungiamo la mancanza di fondi o, gli importi esigui destinati nella fase programmatica, il quadro è chiaro.
Ogni settore ha la sua importanza, l’aspetto sociale di uno Paese è l’istantanea da cui cogli subito il proprio stato di civiltà. Onore e merito alle associazioni che tra tanti problemi riescono ad operare e ad essere presenti; a quegli amministratori che investono nel patrimonio umano, andando contro, a volte, anche delle logiche politiche e partitiche; a quei governi che riescono a cogliere il malessere dei loro popoli e investono per dare un presente migliore alle generazioni in erba che domani avranno il mondo nelle mani.
I bambini hanno il diritto di giocare, di ridere, di ricevere coccole, amore e insegnamenti sani. Loro non sanno, ma si aprono al mondo; la loro sincerità li porta a fidarsi, a cercare negli occhi degli altri la verità, un credo. Non ti chiedono di venire al mondo, ma nel momento in cui nascono devono godere di una famiglia, di una casa, di diritti inalienabili. Questo mondo, purtroppo, ci sta dimostrando il contrario, frutto del fallimento politico, sociale ed economico mondiale.
Maria Adele Bottaro
Portavoce provinciale FDI-An
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